a piedi lungo la “Strata in Chianti” – escursione storica (facile)

A cura dei bravissimi amici di “Radici in Chianti” – INFO e ISCRIZIONI a questo link: https://www.radicinchianti.org/eventi/a-piedi-lungo-la-strata-de-chianti

Vertine – Sabato 12 Settembre

Tra le strate et vie maestre della Repubblica Fiorentina, agli inizi del trecento, ce n’era una che, partendo fuor delle mura dal ponticello dello Spedaluzzo di Ricorboli, arrivava fino al profondo sud del contado, ai confini con Siena ed in particolare alla Valle del Chianti.

Sfruttando a sua volta alcuni tracciati di origine etrusco-romana, accrebbe negli anni la sua importanza grazie alla presenza, lungo il suo percorso, di due importanti mercatali: Greve e Gaiole.

Essa svolgendosi attraverso le valli dell’Ema della Greve e dell’alta val di Pesa, incontrando popoli, Pievi, castelli, spedali e borghi, canoniche, oratori, giungeva al castello di Radda ed al suo Spedale.

La valle del Chianti ed i suoi castelli erano a due passi e si raggiungevano passando per l’allora villaggetto di Vistarenni, l’allora castello di San Donato in Perano e il castrum di Vertine.

Una strada importate, curata e protetta da tutti i popoli che si trovavano lungo di essa e le cui antiche tracce riaffiorano ancora oggi.

Venite con noi a riscoprirle domenica 12 settembre alle ore 9.30 a Vertine.

Al ritorno potrete immergervi, nell’atmosfera della festa, gustandovi una gustosa COLAZIONE CONTADINA e godere della bellezza dell’antico borgo per l’intera giornata.

Per facilitare le operazioni di partenza accessione alla polizza assicurativa che permetterà a tutti di camminare in tranquillità, vi preghiamo di riempire il form seguente:

COSTI

Escursione: E. 5.00 (gratis possessori di tessera FIE)

Colazione Contadina: E.10.00

PERCORSO ESCURIONISTICO – DIFFICOLTA’ MEDIA

OBBLIGATORI SCARPE O SCARPONCINI CON SUOLA BEN SCOLPITA E SCORTA D’ACQUA

Iscriviti quì:https://form.jotform.com/261074063469055

Casa Eroica a Gaiole in Chianti: dove la passione per il ciclismo diventa un viaggio nella storia

Benvenuti a Casa Eroica, il polo espositivo e multimediale allestito nelle storiche ex Cantine Ricasoli a Gaiole in Chianti, il borgo natio che ha dato i natali a uno dei fenomeni di sport e costume più amati e imitati al mondo: L’Eroica. Non si tratta semplicemente di un museo dedicato alla bicicletta. È un’esperienza immersiva che racconta un territorio, una filosofia di vita e una comunità che ha saputo trasformare la memoria del ciclismo eroico in un patrimonio culturale riconosciuto in tutto il mondo.

Casa Eroica (parte del più ampio polo culturale Chianti Origo) accoglie i visitatori fondendo il fascino della tradizione contadina con le più moderne tecnologie espositive.
Già entrando a Casa Eroica si comprende immediatamente che l’obiettivo non è esporre una collezione di biciclette d’epoca. Il percorso è stato progettato per raccontare una storia: quella di uomini e donne che hanno scelto di preservare un modo autentico di vivere la bicicletta e il territorio.

Le sale alternano oggetti originali, fotografie, documenti storici, filmati, installazioni multimediali e spazi interattivi capaci di coinvolgere sia il ciclista esperto sia il semplice visitatore curioso. Anche chi non ha mai pedalato su una bicicletta d’epoca riesce a comprendere il fascino di quell’epoca in cui il ciclismo era fatto soprattutto di fatica, polvere, amicizia e paesaggi.

Il percorso è un crescendo di suggestioni:
La sala immersiva “Mondo Eroica”: Varcare la soglia di questo spazio significa lasciarsi avvolgere da proiezioni a grandezza naturale che scorrono su tutte le pareti. Immagini in alta definizione e riprese in movimento vi catapultano direttamente sulle strade bianche senesi, facendovi respirare l’atmosfera unica dei giorni della manifestazione.
“Nei panni degli Eroici”: Un’installazione interattiva geniale e divertente. Grazie a una parete scenografica che richiama i meccanismi e gli ingranaggi della bicicletta, i visitatori possono interagire, creare il proprio avatar personalizzato e spedire una cartolina digitale ricordo della propria esperienza.
La Ciclofficina di Luciano Berruti: Forse il cuore più emozionante e poetico dell’intero spazio. È la ricostruzione fedele e meticolosa dell’ambiente più intimo di Luciano Berruti, l’iconico e indimenticabile “uomo simbolo” de L’Eroica, con i suoi attrezzi, le sue biciclette d’epoca e quell’amore smisurato per il ciclismo romantico che ha fatto innamorare milioni di persone nel mondo.
Galleria delle locandine storiche: Un corridoio visivo che ripercorre l’evoluzione grafica e culturale della manifestazione attraverso i manifesti originali degli anni, testimoniando come una pedalata tra amici nelle colline del Chianti sia diventata un movimento planetario.

La visita a Casa Eroica si inserisce in un contesto territoriale d’eccellenza.

La struttura fa parte di Chianti Origo, un hub culturale situato in Via Casabianca 25 a Gaiole, pensato per svelare tutte le anime del territorio attraverso sezioni complementari che arricchiscono notevolmente l’esperienza di viaggio:
✓ Il Museo alle Origini del Chianti: Un viaggio a ritroso nel tempo che custodisce reperti archeologici straordinari – frutto di decenni di scavi nella vicina area di Cetamura e nelle ville romane locali – che raccontano la storia millenaria di queste terre molto prima che vi si piantassero i primi filari di vino.
✓ Terre di Gaiole: Uno spazio interamente dedicato alla cultura e all’evoluzione della viticoltura eroica e del celebre Chianti Classico DOCG.
✓ La Galleria Olmastroni: Una raffinata sala espositiva che ospita mostre temporanee d’arte e omaggi ai grandi maestri legati a questo territorio.

INFO: https://www.chiantiorigo.it/casa-eroica/

Ritorno nel Chianti: un viaggio straordinario tra arte, storia e identità nel cuore della Toscana

Immaginate di camminare tra le colline più celebri del mondo, dove filari di vigne geometriche e boschi millenari disegnano un paesaggio che sembra uscito da una tavolozza rinascimentale. Ora, immaginate di varcare la soglia di una fortezza medievale e di trovarvi faccia a faccia con capolavori d’arte sacra che, per ben un quarto di secolo, sono rimasti celati al pubblico nei depositi museali. Non è la trama di un romanzo d’avventura, ma la magnifica realtà di “Ritorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo”.

Questa formidabile mostra d’arte, in corso al Museo Archeologico del Chianti (ospitato nella suggestiva cornice della Rocca medievale) fino al 10 gennaio 2027, rappresenta molto più di un semplice evento culturale: è un vero e proprio atto di amore e restituzione verso il territorio. Un’occasione unica per unire il piacere di un soggiorno tra i sapori e i panorami del Chianti all’emozione di riscoprire tesori dimenticati che tornano, finalmente, a casa.

Un “Ritorno a Casa” atteso da venticinque anni


La genesi di questa mostra ha il sapore di una favola contemporanea dedicata ai beni culturali. Per venticinque lunghi anni, tre straordinari dipinti di epoca trecentesca e quattrocentesca sono rimasti custoditi nei depositi della Pinacoteca Nazionale di Siena, lontani dagli occhi di residenti e viaggiatori. Opere nate specificamente per le chiese, le pievi e i luoghi di culto del territorio chiantigiano, concepite per dialogare con la spiritualità e la vita di queste comunità rurali e di confine.


Grazie a un meticoloso lavoro sinergico che ha visto coinvolti il Comune di Castellina in Chianti, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, la Fondazione Musei Senesi, le diocesi locali e il generoso sostegno di mecenati privati tramite lo strumento dell’Art Bonus, questi dipinti sono stati sottoposti a un sapiente e delicato intervento di restauro (firmato dalla restauratrice Monica Mancini).


Oggi, ripuliti da secoli di polvere e protetti nel loro nuovo splendore cromatico, ci riappaiono in tutta la loro vibrante bellezza. La mostra non si limita a esporre tele e tavole: cuce uno strappo nella memoria collettiva, restituendo al Chianti un tassello fondamentale della sua identità visiva e culturale.


Le tre meraviglie in mostra: un itinerario tra i capolavori

Il percorso espositivo, allestito con cura nella splendida sala consiliare della Rocca di Castellina – un ambiente che per eleganza e atmosfera è già di per sé un’opera d’arte –, ruota attorno a tre perle assolute della pittura toscana tra Trecento e Quattrocento:

Niccolò di Pietro Gerini: la potenza espressiva del Trecento
A completare il trittico d’eccezione è la suggestiva Crocifissione coi Dolenti e San Francesco, un capolavoro firmato da Niccolò di Pietro Gerini e databile tra il 1390 e il 1395. Proveniente dalla Pieve di San Sigismondo a Gaiole in Chianti, questa tavola porta i visitatori nell’atmosfera intensa e drammatica del tardo Trecento. La forza espressiva dei volti, l’uso sapiente delle lumeggiature d’oro e la drammaticità composta dei dolenti rappresentano una vetta altissima della pittura gotica toscana, capace di emozionare profondamente chiunque si fermi ad osservarla.
INFO: https://www.museoarcheologicochianti.it/

Bicci di Lorenzo: la magnificenza della Pieve di Sant’Agnese
Il primo capolavoro proviene direttamente dalla millenaria Pieve di Sant’Agnese a Castellina in Chianti. Si tratta di una splendida tavola quattrocentesca realizzata da Bicci di Lorenzo, raffigurante la Madonna col Bambino e i santi Biagio, Caterina d’Alessandria, Agnese e Agostino. L’opera è un saggio straordinario di pittura fiorentina del Quattrocento, caratterizzata da una raffinata eleganza nei dettagli delle vesti, dalla delicatezza degli incarnati e da una solennità devozionale che sa farsi intima. Ammirarla oggi nella sua terra d’origine permette di cogliere il legame viscerale che univa le botteghe d’arte fiorentine alle committenze diffuse nelle campagne del Chianti.

Cosimo Rosselli: il fascino rinascimentale di San Giorgio in Piazza
L’orizzonte si sposta verso la fine del Quattrocento con la magnifica Madonna col Bambino e i santi Giorgio e Francesco, firmata da Cosimo Rosselli (artista di primissimo piano, attivo anche nella Cappella Sistina in Vaticano). Databile tra il 1495 e il 1500, l’opera custodiva originariamente la sua storia nella Chiesa di San Giorgio in Piazza, un edificio romanico consacrato addirittura nel 1084. Il dipinto cattura lo spettatore grazie alla dolcezza dello sguardo della Vergine e alla resa dei volumi dei santi, offrendo una testimonianza eccelsa di quel Rinascimento diffuso che ha reso la Toscana un unicum a livello mondiale.

Siena Awards 2026: quando la fotografia mondiale incontra la magia della Toscana

Immaginate di trovarvi tra le torri medievali di una delle città d’arte più affascinanti al mondo, dove ogni angolo di pietra racconta secoli di storia. Ora, immaginate che questo scenario senza tempo si trasformi in un gigantesco cannocchiale puntato sul pianeta, capace di catturare le gioie, i drammi, la bellezza struggente e le contraddizioni dell’umanità contemporanea.

Non è un sogno cinematografico, ma lo spettacolo unico del Siena Awards, uno dei festival di fotografia più prestigiosi a livello internazionale, pronto a tornare ad accendere i riflettori sulla città del Palio e sui borghi circostanti dal 10 ottobre al 29 novembre 2026.


Un appuntamento imperdibile per chi ama viaggiare con gli occhi e con la mente, unendo il fascino di un soggiorno autunnale nel cuore della Toscana all’emozione di trovarsi di fronte alle immagini più potenti scattate sul pianeta.


Un festival globale che abbraccia il territorio


Il Siena Awards non è una semplice mostra fotografica, ma un festival immersivo che ogni anno trasforma Siena e le sue terre in una capitale mondiale della cultura visiva. La manifestazione si apre ufficialmente sabato 10 ottobre 2026 con la kermesse d’eccellenza e la cerimonia di premiazione al suggestivo Teatro dei Rinnovati, nel cuore di Piazza del Campo.


Da quel momento, e fino al 29 novembre 2026, l’intero territorio si animerà grazie a un circuito espositivo diffuso che coinvolge non solo il centro storico di Siena, ma si estende come un itinerario di scoperta nei vicini e incantevoli borghi di Castelnuovo Berardenga e Sovicille. Un invito esplicito a uscire dai soliti circuiti turistici per esplorare le colline senesi attraverso l’obiettivo dei più grandi maestri dell’immagine.


Le grandi mostre e i maestri della lente: cosa vi aspetta nel 2026
Il cuore pulsante del festival è costituito da una costellazione di mostre personali e collettive di altissimo profilo artistico, dislocate in spazi suggestivi che fondono architettura storica e linguaggi moderni:
• James Nachtwey – “Witness to our Time” / “Fractures – Between Two Silences”: Una delle presenze più intense e attese è quella di James Nachtwey, leggendario fotoreporter di guerra, le cui opere in esposizione a Sovicille offrono un profondo e commovente dialogo visivo sui silenzi e le fratture del nostro tempo.
• Uğur Gallenkuş – “Parallel Universes”: Ospitata nel suggestivo Museo del Paesaggio a Castelnuovo Berardenga, la mostra di Gallenkuş mette a nudo i contrasti del mondo moderno attraverso i suoi celebri dittici digitali, che accostano la realtà di chi vive nel benessere e quella di chi è segnato da guerre e povertà.
• Cinzia Canneri – “Women’s Bodies As Battlefields”: Allestita nelle eleganti sale dell’Accademia dei Rozzi a Siena, questa potente indagine visiva accende i riflettori sui corpi delle donne come territori di conflitto e di resistenza.
“People Sharing All The World”: L’immancabile mostra collettiva ospitata nella Ex Distilleria “Lo Stellino” raccoglie le immagini vincitrici del celebre concorso Siena International Photo Awards (SIPA), un viaggio planetario attraverso le categorie più amate: dai ritratti intensi alla street photography, dalla fauna selvatica agli scenari di viaggio più remoti.
“Above Us Only Sky”: Un volo aereo mozzafiato, ospitato al Museo di Storia Naturale dell’Accademia dei Fisiocritici, che svela prospettive inedite e geometriche della Terra vista dall’alto.
INFO: https://www.sienawards.com/it

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